Weird War 2

Diario di Winters

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La nostra squadra si è formata da 3 mesi circa. Il nostro battaglione deve raggiungere Trondheim e riconquistarla. Sbarcheremo a Åndalsnes. Facciamo una vallata a piedi, risalire una montagna e poi scendere verso la città. la nostra spedizione si chiama Sickle Force. 12 aprile. Noi abbiamo fatto addestramento in scozia, dove ci anno allenato allo sbarco.

9 April. Dalle fresche lande della scozia
Siamo da 3 giorni stipati nella stiva, ma il morale resta alto.
vengo a sapere che uno degli altri bastimenti (che trasportava gli altri) è stato attaccato. Non lo dico alla truppa per non abbattere il morale. Quando usciamo a prendere una boccata d’aria c’è la nebbia.

Diario di Winters
 

Arriviamo al punto di sbarco Åndalsnes. Fiordi salcazzi e arringhe.
Lo scozzese è dubbioso, secondo lui non stiamo andando a Trondheim. (Non sappiamo che sbarcheramo a Åndalsnes ma sappiamo solo che dovremmo andare aTrondheim).
Qualche ora dopo lo sbarco, veniamo acquartierati in qualche casupola della città di Åndalsnes.

Briefing Il piano è stato cambiato, Trondheim è ormai una roccaforte tedesca. Il nostro obbiettivo è quello di tagliare le forze nemiche tra Oslo e Trondheim. Più o meno all’altezza di Lillehammer.
Non ci sono blindati e forze aere.

Ci si mette in marcia 1 ora prima dell’alba attraverso la Gunbrandhalz valley. Viaggiamo 4 giorni a piedi.

Diario di Winters
 

20 APRILE

sera: ci accampiamo a Fåvang e sentiamo l’eco degli scontri a distanza

Diario di Winters
 

22 APRILE
Siamo ospitati in fienili, stalle. Notiamo che l’ospitalità dei civili norvegese non è quella che si da a qualcuno che è venuto ad aiutarti, sembrano diffidenti. Non ci cagano, non ci aiutano. ci viene detto di evitare inutili tensioni con la popolazione locale.

Più o meno verso le 11 noi sottufficiali siamo chiamati al comando per un briefing. L’avanzata tedesca è inesauribile, la nostra squadra e altre 2 siamo incaricati di andare perlustrare le vallate attorno a kvam per evitare che ci aggirino.

ci mettiamo in marcia, con un convoglio di camion.
dopo aver svallato, arriviamo ad villaggetto 100 persone circa. Vediamo una lanterna, un paio di uomini si avvicinano, uno ha un fucile da caccia. Sono civili. Vedo il tenente che parla con uno di loro (niels haagensen), e poi indicano un edificio. il tenente ci fa segno di muoverci. arriviamo a quella che sembra una segheria.
faccio scendere gli uomini, ci muoviamo verso la segheria. un vecchio barbuto ci apre il portone. ci accampiamo. È circa mezzanotte e mezza.
le camionette se ne vanno

Passiamo la notte qui.

23 APRILE
al mattino sono a rapporto dal tenente vinciamo la ricognizione del giorno. Dobbiamo recarci presso un avamposto e tornare con le informazioni.

dopo una marcia di un paio di ore verso sud, usciamo dalla foresta ci sono dei campi aperti e dopo una piccola altura. Decido di costeggiare i campi aperti e salire l’altura per avere una visuale migliore. Non troviamo tracce di tedeschi. rientriamo verso sera.

Faccio rapporto al tenente che e vengo congedato con l’ordine di riposarmi. torno con gli altri nella segheria.

24 APRILE
mattino: il tenente mi chiama, mi dice che siamo tagliati fuori. La divisione tedesca nella notte ha attaccato la città di kvam. Nella notte abbiamo sentito colpi e aerei. Ha mandato 1 squadra a vedere cosa è successo a kvam. Se i tedeschi hanno sfondato, dobbiamo vedere cosa sia successo.
dalla radio ci ordinano di ritiraci verso Sjoa. Devo recuperare tutto quello che è possibile dalla popolazione. Qualcuno ci da qualcosa. liquore, coperte, medicinali qualche pagnotta.
poco dopo vengo a sapere che la macchina del tenente è stata sabotata. Una spia? Un infiltrato. Parker (ale) trova un tizio che spiffera tutto, ci dice che il sindaco ce l’ha con noi.
faccio rapporto dal tenete.

verso l’una torna la prima squadra, uno dei ragazzi è stato ferito da una trappola per orsi.
il tenente ha un’animata discussione col sindaco, a seguito della quale mi chiede di mandare un uomo a spiare le mosse del sindaco. Mando RED (claudio).
Il sole sta tramontando.

sera: torno alla segheria a chiacchierare con il bombarolo e il sergente dell’altro plotone.
arrivano alla segheria parker, artist, dumb e Fion, 2 di loro sono stati aggrediti e resi incoscienti. Sta succedendo qualcosa. Mentre aggiorno gli altri dell’accaduto il sergente dell’altro plotone vede delle ombre muoversi vicino alle finestre. Ci allerta, nemmeno il tempo di capire cosa sia successo che vengono lanciate delle granate dalle finestre. Siamo in trappola. Resistiamo tenacemente, poi riusciamo a metterci in salvo nella foresta.
È chiaro che il capo villaggio ci ha traditi.

Scappiamo attraverso i boschi, sentiamo rumori di cingoli. ritroviamo il tenente. fuggiamo assieme, il tenente dice che è probabile che questa sia la 196 esima che domani attaccherà kvam. Sentiamo i tedeschi che urlano “die hunde”. Siamo inseguiti dai cani il caporale Fion rimane ferito. Eliminati i cani arriviamo ad un lago, andiamo a destra. Passata la mezzanotte, arriviamo ad un altro lago. sta nevicando.ci fermiamo 10 minuti. red cura il caporale Fion e poi cerca di capire quale direzione dobbiamo prendere. Siamo circa a 2mil da kvam. Io e il tenente ci mettiamo a fare il punto della situazione. Riposiamo qua, intanto Aaron cerca di mettere a posto la radio. Facciamo campo.

Diario di Winters
 

25 APRILE

mattino: Ci svegliamo. via le coperte, raccogliamo le nostre cose e ci prepariamo a partire. 5 del mattino ci mettiamo in marcia. Riusciamo a contattare kvam tramite radio. sentiamo dei colpi di antiaerea… vediamo un aereo avvicinarsi. un paracadute scende. cade un po’ più a nord. Mentre osserviamo il paracadutista scendere sentiamo i primi colpi di artiglieria su kvam. Riceviamo ordine di andare a recuperare il pilota. Lo troviamo, dopo una mezzora di marcia, appeso ad un albero svenuto. Lo tiriamo giù. Contattiamo il comando, sono sotto attacco. Il maggiore “tal dei tali”, ci ordina di recuperare le foto di un obbiettivo dall’aereo precipitato e se le foto dell’aereo sono andate distrutte, di andare a fare una ricognizione dell’obiettivo di persona e riferire. l’aviatore ci dice che sono circa 7 miglia. Questo ordine mi pare strano dello stesso avviso sono l’ufficiale e il pilota. Il tenente ordina ai 4 dei nostri di rientrare a kvam e riaggregarsi. Il pilota ci indica sulla mappa l’obbiettivo, ci dice che è un avamposto con un paio di camionette una casamatta vicino a delle grotte. Prima di partire saliamo il crinale per vedere l’attacco a kvam. È ora di partire. Zaini in spalla.
Ci incamminiamo dentro la foresta è molto fitta, la neve al ginocchio. Dopo 1 oretta Red si ferma e segnala rumori. Sentiamo un bisbiglio, ma nulla di più. Riprendiamo a camminare per un’altra mezzora. ogni tanto il bisbiglio riappare. ma non succede altro.

Verso mezzogiorno siamo fondovalle. La foresta si dirada. Ci mettiamo in colonna. Attraversiamo. e ci avviciniamo al limitare della foresta successiva. Ci fermiamo un attimo per controllare di non essere seguiti, poi riprendiamo la marcia. Lo strano bisbiglio continua ad accompagnarci. Red vede un ombra tra gli alberi, ci fermiamo in attesa, nulla. Riprendiamo la marcia. Red che si blocca e ci fa segno pericolo. Mentre ci guardiamo intorno un lupo enorme e nero sbuca dal fitto del bosco e carica Red. Riusciamo a sconfiggerlo è nero grosso ha la taglia di circa un vitello e ha gli occhi rossi come tizzoni ardenti. Percepiamo che non ha nulla di naturale. Continuiamo a marciare per un altri 15 minuti. Arriviamo ad una radura. Ci sono delle baracche.

RED vede che una delle baracche è sicuramente abitata.

Il tenete ci ordina di circondare la casa. io resto in puntamento. loro avanzano. RED si avvicina alla casa. dalla casa parte un colpo. Poi sento parlare. Il tenente ci ordina di alzarci e di andare verso la casa senza la minaccia delle armi. Un omone nordico e alla porta. Il tenete chiede ospitalità e l’uomo nordico anche se con riluttanza ci ospita per . Io e RED stiamo fuori per fare un giro per controllare. e poi rientriamo.
è appena passato il mezzogiorno. il tizio si presenta come Konrad Espen. casa sua. valle sua. odia i tedeschi. ci ospita al caldo e ci a un bicchierino. ma non ha del cibo per noi. Ci scaldiamo.
Faccio rapporto al tenente. non abbiamo visto nulla di strano fuori. vediamo alle pareti foto di caccia ma anche di mare. Facciamo presente che abbiamo incontrato un lupo più grosso di una persona. Lui ci dice che gli animali si stanno comportando in maniera strana. Ma resta sul vago. RED racconta la storia della sua vita.
Il norvegese ci dice di stare attenti al posto in cui stiamo andando perché ha notato cose strane, gli animali sono spariti. Ci da due dritte sulla strada da fare.
ora 14.00
ci muoviamo, seguano la direzione consigliata da konrad.
ritorniamo in mezzo alla foresta di pini. Il freddo si fa di nuovo sentire. assieme al freddo viene anche l’inquietudine dovuta all’incontro con il lupo.

Dopo circa un’ora di marcia, Red si blocca. Una voce dal bosco ci intima di fermarci. Parla inglese, ma con un forte accento. Il tenente non sa cosa fare. Mentre l’aviatore cerca di discutere con chi ci sta minacciando, sentiamo esplodere un colpo di fucile e la voce del norvegese che ci aveva ospitato inveire contro i nostri assalitori. Iniziano a volare i proiettili, ordino agli uomini di cercare una copertura e rispondere al fuoco. Lo scontro va avanti per una decina di minuti. Vengo ferito. Al termine dello scontro Red mi presta soccorso, scopro che il Norvegese nel tentativo di salvarci è rimasto ucciso. Controlliamo i corpi dei nostri assalitori, non hanno divise, ma vestiti civili. Hanno armi tedesche. L’aviatore scopre che uno di loro ha addosso nascoste le effigie delle SS. Lo comunica al Tenente. Il tenente mi mette al corrente della notizia ma mi ordina di non dire nulla agli uomini per il momento. Decidiamo di dare una breve sepoltura al Norvegese. Facciamo il punto della situazione. Recupero una Luger.
16:00
Decidiamo di proseguire ad oltranza fino a che non arriveremo all’obbiettivo. Partiamo in marcia, dovremo scalinare e poi scendere nella valle dopo. viaggio al tramonto, fucile carico passo svelto. All’imbrunire arriviamo in cima al crinale. RED da una occhiata col cannocchiale. Non vede nulla di strano. Scendiamo verso la valle. Il sole sta tramontando. Passiamo il vallone attraversiamo una radura all’imbrunire e saliamo il crinale dopo. Ci fermiamo a guardare giù. Vediamo un lago sotto nella valle, vicino all’estuario RED pare di scorgere una casupola quadrata ad una ventina di minuti da noi. il tenente manda avanti red e parker, noi seguiamo a breve distanza. Scendiamo in silenzio. Pioviggina. (Si vede una recinzione, alta circa 1 metro. Più per i lupi che per gli uomini. Luce nella baracca sembra ci sia una persona. Solchi di mezzi pesanti corrono vicino alla baracca. Oltre la baracca verso il crinale opposto sembra ci sia un sentiero o comunque una zona in cui la neve e calpestata. Il sentiero va verso una spaccatura nella montagna. Delle pietre e dei tronchi fanno da guado al torrente). vedo RED ritornare a riferirci quello che ha visto. (Fion scot colton e io scendiamo verso il lago e poi seguiamo la linea fino alle pendici). Ci avviciniamo al lago. Il lago è immobile. Ci attestiamo al limite della foresta. Vediamo da lontano i fari di un furgone che si dirige verso la baracco. Arrivato presso questa il camion si ferma e scende. Arriva baylis che ci porta ordini del tenente, dobbiamo avvicinarci alla casupola da dietro. Percepisco uno strano vapore alzarsi da terra. sembra nebbia. All’improvviso nella pioggia la nebbia prende delle sembianze di volti umani Fion per lo spavento scappa. Colton si butta a terra pregando. Io e scot resistiamo al terrore. Continuiamo ad avvicinarci alla casetta, ma gli spiriti incalzano. Arrivo ad un angolo, sbircio verso la porta. vedo uscire un omone alto più di 2 metri con le braccia enormi e delle placche di acciaio cucite addosso, come se la creatura di cui avevo letto solo nei romanzi si sia materializzata di fronte ai miei occhi: un moderno frankenstein. Il tenente e colton perdono la vita in un atto di estremo coraggio, combattiamo strenuamente ma alla fine soccombiamo ai nazisti che ci fanno prigionieri.

“Le Mp40 con gli otturatori ancora fumanti vi puntano come serpenti a sonagli pronti a mordere. Parker viene spintonato e buttato senza tanti riguardi contro la parete della casa. L’ufficiale SS da ordini perentori ai suoi che vi tengono sotto tiro mentre anche Red, Aodh e Fion vengono tirati in piedi e messi al muro. L’enorme soldato/mostro tiene saltamente Scott e Bayliss ( il nome corretto ha 2 ‘S’) i suoi occhi dal leggero bagliore rosso sono orripilanti e le cuciture sulla pelle miste alle saldature delle placce di metallo vi lasciano disgustati al pensiero che sia “vivo”. Il mostro riceve un ordine dal tizio dagli occhi spiritati e getta come fossero stracci i 2 prigionieri insieme al gruppo e va a prendere i corpi del sergente Winters, del Tenente Weston e di Colton. Li solleva tutti con estrema facilità e li “accatasta” nella casa.
- Bene bene – dice il tizio spiritato mentre venite spogliati di armi da fuoco e coltelli o affini. – E così siete voi che avete sterminato i miei mercenari, bravi Inglesi! Avete fatto il vostro lavoro? – il tono è sarcastico e vi osserva quasi alienato.
Si avvicina al pilota, guardandolo dal basso verso l’alto e dopo un attimo di silenzio alza una mano e lo solpisce con il dorso, duramente ma più per umiliazione che per ferire.
- Spione! – esclama.
- Spione e curiosone, non ti è bastato essere abbatuto? Hai dovuto tornare con gli amichetti? Come fosse una scampagnata vero? – Il suo respiro si fa irregolare, pare che l’argomento lo infastidisca. – Ma certo! – continua il monologo – Voi non mollate mai vero? E così il vostro comando, vedendo che l’aereo non bastava ha mandato voi, una sorta di commando. – Mette le mani sui fianchi e vi osserva tutti – A me pare che il vostro Re non sappia cosa sia un vero commando se pensava che mandare voi sarebbe servito a qualcosa. -

Le armi automatiche sono sempre all’erta e mentre l’odio e il nervoso si fanno strada in voi, il buon senso, quella vocina che si ascolta poco, riesce a farsi sentire suggerendovi di non fare scherzi.

- Professore – uno dei soldati attira l’attenzione – questo è ancora vivo – indicando il Sergente Winters.
- Si è vero, me ne stavo dimenticando, un osso duro.. molto duro – L’ultima parte della frase pare un sospiro. Il folle professore si sfrega il mento e osserva il corpo del sergente.
- Legatelo bene bene – ghigna – se si sveglia non voglio che tenti di fare l’eroe -

La pioggia e l’oscurità vi avvolgono come una manto, le uniche luci sono quelle che provengono da un’auto che si avvicina lentamente per via del terreno accidentato puntando i fari verso di voi abbagliandovi, sembra un modello recente. Sentite delle frasi in Tedesco pronunciate dall’ufficiale e in risposta dall’autista. Controllando bene che le vostre mani siano ben in alto e in vista le SS ammucchiano le vostre cose nel cassone coperto del camion. Poi il professore pazzo riprende a parlare con voi.

- Ora cosa dovrei fare io con voi? Potrei uccidervi. – si ferma osservando quanto coraggio ancora dimostrate – oppure potrei torturarvi finché non mi dice cosa sapete – un sorriso diabolico nasce sul suo volto come a conferma che la decisione è già stata presa.
Un’altra voce però si unisce al dialogo, quella dell’ufficiale SS – Professore vi ricordo che abbiamo terminato qui e dobbiamo rientrare in Germania, non perderei altro tempo. –
Il professore si volta ed iniziano un dialogo in Tedesco. Sembrano scambiarsi opinioni e pareri, nessuno dei due alza la voce ma i toni sono duri e sembra esserci disaccordo per un attimo, poi entrambi assumono un atteggiamento più rilassato e l’ufficiale annuisce.
Il professore con l’acqua che gli cola sul viso ed i vestiti fradici chiama il mostro – Ymir prendi lo spione – appena finisce la frase il bestione carne e ferro afferra l’ufficiale Pilota Scott e segue il diabolico padrone che si incammina verso la spaccatura nella roccia. "

Diario di Winters
ZioHal

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